AMETISTA


 

gabriele D’Annunzio, Canto Novo “La luna nova ne 'l tenero ciel d’Ametista”

Manto violaceo, lucentezza vitrea, fascino da vendere:
parliamo proprio
di Lei, l’Ametista!

Benvenuti ne “La Pietra del Mese” !

Come nasce un'ametista?

Prendiamo un Quarzo, immaginiamolo come una giovane ragioniera fatta di biossido di silicio: semplice, composta, mai fuori posto. Immettiamo in quest’animo ordinato, in piena crescita, una quantità di ferro talmente forte da sballarle gli ormoni. L’incontro con una manciata di raggi gamma ed eccoci qui: il suo reticolo cristallino è modificato, pieno di sensuali irregolarità. La chioma lilla più intrigante del mondo dei Minerali, ambita anche dalle famigerate Occhi di Gatto, è nata. 

dove trovarla?

Affascinante, ma comune: diffusa in tutto il mondo, perché costituita da uno dei principali componenti nella crosta terrestre, la sua maggiore estrazione si concentra però nell’America Meridionale e Latina con sprazzi nelle Indie. L’Imperatrice dell’Uruguay, il geode più grande mai estratto (3m x 2200kg, di qualità AA) vi aspetta in Australia o, più facilmente, su internet: vi consigliamo di andare a ricercare questa mastodontica bellezza!

leggenda o realtÀ?

L’Ametista, nel gergo comune, diventa aggettivo e una precisa tinta (e perfino un simpatico colibrì, l’ “Amethyst Woodstar”), ma la sua etimologia deriva dal latino “amethystus”, “non ebbro”, infatti in Antichità si riteneva scacciasse i fumi e la confusione causati dall’alcool, donando lucidità e concentrazione. Quest’idea è stata ancora più accreditata dalla leggenda Greca che vede la nascita di questa pietra, prima vergine fanciulla, poi trasformata in Quarzo puro ed infine in Ametista viola, grazie alle stille di vino versate da Dioniso (o Bacco) – Dio del Vino e della Vendemmia, innamorato pentito. 

crystal teraphy

Tutt’oggi questa credenza rimane valida in Cristalloterapia, rilevando in questa pietra capacità purificative. Complice le sue nuances viene associata e posizionata a livello del sesto chakra (“ajna” o “terzo occhio”) per aiutarci nella crescita personale, sviluppare una maggiore intuizione ed eliminare schemi dannosi del passato che rimangono intrappolati all’interno della nostra persona. Sempre rimarcando il fatto che i cristalli NON vanno presi come prescrizioni mediche, surrogati di farmaci o strumenti magici, pare che l’Ametista sia d’aiuto alle persone che soffrono di mal di testa, insonnia o che tendono a cadere nelle manipolazioni altrui. È un’ottima alleata per la Meditazione e per riacquisire la propria naturale Armonia spirituale e mentale.

THE SHAPE OF YOU

Grazie alla sua attraente formazione macrocristallina, l’Ametista viene venduta sia nella sua forgia naturale (drusa o geode), sia lavorata ma grezza, sia tagliata e lucidata come gemma e, in passato, anche come vero e proprio arnese (calici, coppe, vasi, candelabri). È un minerale duro (7 sulla scala di Mohs) privo di sfaldatura, ottimo per un artigiano alle prime armi così come per un esperto orafo della cosiddetta “fine jewelry”. Non è inusuale, infatti, trovare l’Ametista nei diademi e nelle tiare reali. 

per preservare un'ametista

Per aver cura di un’Ametista (e della sua energia) è bene non esporla a grandi fonti di calore perché la sua vita cromatica è variabile. Se sottoposta a radiazioni o ad un riscaldamento (entro i 400°) la pietra diventa irreversibilmente gialla o marrone e viene detta “ametista bruciata” o “falso topazio”. Se lasciata al sole per un periodo prolungato diverrà totalmente bianca, perdendo la sua rinomata tinta purpurea. Nel corso della vita, proprio come una persona, l’Ametista, sbocciata dalle sue imperfezioni, tende a variare e schiarirsi sempre più.