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CORALLO


 

PEPPINO IMPASTATO - GIORNALISTA E ATTIVISTA "I miei occhi giacciono in fondo al mare nel cuore delle alghe e dei coralli"

Siete pronti per un tuffo dove l’acqua è più blu?

“La Pietra del Mese”, associata al Segno dello Scorpione, ci porterà al mare: faremo insieme uno snorkeling virtuale in questo affascinante mondo sommerso!

Nello specifico parleremo di Coralli: Pietre? Piante? Animali?

Beh, scopriamolo!

Come nasce un corallo?

Il Corallo è un minuscolo organismo marino, appartenente ai Celenterati e, più precisamente, alla classe “Anthozoa“. Questi polipetti, grandi solo pochi millimetri, si sviluppano in vastissime colonie. Gli Anthozoa sono animali acquatici che vivono in simbiosi, formando una rete nervosa comune che ne assicura la sopravvivenza. Le colonie di corallo si presentano con uno scudo di carbonato di calcio, formato da tante piccole “casette” protettive fabbricate dai coralli costruttori. Questi mattoncini organici si fondono insieme, creando la tipica struttura degli Anthozoa: la forma ad alberello!

I coralli all’interno dello stesso alberello collaborano costantemente tra loro e con le alghe vicine, formando un perfetto ecosistema. Questa simbiosi garantisce un buon nutrimento e un continuo ricambio generazionale, favorendo l’espansione della colonia.

Tra la costruzione di nuovi scudi calcarei e la colonizzazione dei precedenti rimasti vuoti, questa stratificazione dà vita alle coloratissime barriere coralline! Affascinanti zone sommerse d’altissima biodiversità! Non ci vivono infatti soltanto tantissime specie di spugne, coralli e alghe, ma anche tartarughe, cavallucci marini, molluschi, crostacei e tantissimi pesci!

Quello che comunemente chiamiamo “Corallo Naturale” non è quindi né un animale, né una pietra, né una pianta, ma i residui della struttura architettonica che tantissimi polipi, durante la loro vita, hanno costruito per proteggersi!

dove trovare un corallo?

Oltre 6.000 specie di Coralli popolano i nostri oceani, dando vita a spettacolari barriere coralline in tutto il mondo. Seppur prediligano acque poco profonde e temperature tra i 14° e i 20°, alcuni tenaci esemplari sono stati rinvenuti anche a oltre 2.000 metri di profondità, con temperature glaciali e prive di luce solare! Con le dovute attenzioni, è possibile ammirare la loro bellezza persino in un acquario domestico!

La più grande distesa corallina del Pianeta, Patrimonio dell’Unesco, è la Grande Barriera Corallina Australiana (The Great Barrier Reef) che si estende per 2.300 km, comprendendo 2.900 reef e 900 isole. Ma non solo lì! Immersioni e snorkeling mozzafiato ci attendono anche nelle Isole Fiji, nelle Seychelles, alle Maldive ed in Florida e Indonesia. 

Da non sottovalutare, soprattutto per la grande presenza di Corallo Rosso, è il Mediterraneo. I ritrovamenti più proficui si rinvengono in luoghi riparati, come le insenature delle rocce che, se particolarmente fitte, prendono il nome di banchi. Questi preziosi ecosistemi si snodano lungo tutta la penisola italiana e particolarmente in Sicilia (Sciacca, Trapani), in Campania (Torre del Greco, Napoli), in Sardegna (“Riviera del Corallo”, La Maddalena), in Toscana (Isola d’Elba) e nel Lazio (Santa Marinella). Ma il viaggio continua oltre i confini italiani, alla scoperta dei coralli in Corsica, Grecia, Spagna, Marocco, Egitto, Tunisia e Algeria.

Un ruolo chiave nella pesca del Corallo Rosa lo svolge sicuramente il Pacifico, offrendo materia prima di ottima qualità al Giappone. Infatti, la storia che lega il Sol Levante ai Coralli è antica e profonda rappresentando una componente fondamentale dell’economia locale.

Ogni angolo del pianeta ci offre un’opportunità unica di scoprire la magia dei coralli, di immergerci in un mondo di colori e forme che ci ricorda la fragilità e la meraviglia della natura.

MA ATTENZIONE!

Ammirare e lavorare i Coralli è un privilegio, ma è fondamentale farlo con rispetto. Oltre ad essere fragili e urticanti, molte specie di corallo sono protette dalla CITES, la Convenzione di Washington sul commercio internazionale di specie animali e vegetali in pericolo di estinzione.

Da turisti, è assolutamente vietato prelevare del Corallo (in mare o sulla spiaggia) e portarlo a casa per collezione o come souvenir. I coralli sono parte vitale dell’ecosistema marino e il loro prelievo ne compromette la sopravvivenza. Gli aeroporti sono dotati di coral-detector e le sanzioni per il prelievo illegale possono essere molto severe, in alcuni casi includendo anche il carcere.

Per gli esperti del settore, il prelievo dei Coralli è soggetto a rigorose autorizzazioni, come la licenza da Corallari Subacquei e una precisa documentazione di viaggio per le verifiche doganali.

È dunque consentito mettere in commercio ed acquistare alcune specie di Coralli (come, ad esempio, la Madrepora), gestendo in maniera sostenibile e responsabile le nostre risorse.

Ciò che è vietato in Italia è la cosiddetta pesca a strascico sottocosta: il raschiamento totale dei fondali marini mediante lo “strascico” di grandi reti trainate da una o più barche. Questo metodo di pesca è profondamente distruttivo per la struttura biologica costiera perché sradica, desertifica e devitalizza interi ecosistemi che, nel migliore dei casi, solo dopo lunghissimi periodi saranno in grado di ristabilirsi. Un corallo spezzato oggi, distrugge la possibilità di banchi e pesche future domani.

corallo: leggenda o realtÀ?

Il Corallo (dal greco “koraillon”: “scheletro duro” o dall’arabo “goral”, oracolo) affonda le sue origini nel mito di Perseo e Medusa. Nella leggenda si narra che il sangue della Gorgone, sgorgato in mare dopo la sua decapitazione, pietrificò e colorò di rosso le alghe, dando vita ai coralli che conosciamo oggi. Ovidio intreccia leggenda e realtà, associando i poteri pietrificanti di Medusa all’indurimento del corallo, che passa da organismo vivente, delicato e flessibile, a scheletro duro a contatto con l’aria.

Seppur non si sapeva cosa fosse, l’impiego di questo misterioso materiale è infatti molto antico, già nel Neolitico e in Egitto il Corallo veniva usato per impreziosire i luoghi di sepoltura dei propri cari.
In epoca Greca e Romana si misero, invece, in risalto le sue proprietà medicamentose, impiegando la polvere di Corallo come panacea per tutti i mali.
Nella simbologia Cristiana, era associato al Sangue di Cristo, come il vino. Non a caso, è frequente trovarlo incastonato o dipinto in reliquie e pitture sacre.
Ai giorni nostri viene visto come un simbolo propiziatorio, associato al cornetto porta-fortuna, da regalare ai nuovi nascituri o da appendere nell’uscio della propria casa per allontanare il malocchio.

Il merito di aver correttamente classificato il Corallo come animale (e non più vegetale o minerale) spetta a Filippo Finella, un alchimista e chiromante napoletano vissuto alla fine del XVI secolo. Egli inserì il “de sale corallum” tra i farmaci di origine animale. Sulla sua scia, i fratelli Peyssonel condussero approfondite ricerche scientifiche sui polipi, scrivendo interessanti trattati naturalistici. Tuttavia, solo nel 1864, con la pubblicazione del volume “Histoire naturelle du Corail” dello zoologo francese Lacaze-Duthiers, il Corallo fu definitivamente inserito tra i Celenterati, il gruppo animale a cui appartiene.

Dalla Mitologia alle Scienze Naturali, il Corallo ha sempre avuto un ruolo significativo nella cultura umana, incantando e proteggendo chiunque ne venisse a contatto.

corallo: crystal teraphy

Il Corallo, così come l’Ambra, è una sostanza amorfa: una materia di originale naturale che non presenta una struttura cristallina definita. La composizione è variabile, così come la disposizione delle sue molecole. Di fatto, il Corallo non è un Cristallo. 

Un’eccezione alla regola è il Corallo Fossile, ovvero un Corallo Agatizzato creato dalla sedimentazione dei residui dell’organismo. A contatto con l’acqua e i suoi minerali, la struttura cellulare del Corallo si modifica. Questo processo, chiamato permineralizzazione, racchiude e trasforma l’antico Corallo in un nuovo Quarzo Fossile.

Sebbene non si stia parlando di una Pietra nel senso tradizionale, il Corallo occupa un ruolo di primo piano nella Cristalloterapia. Questa affascinante disciplina celebra il profondo legame tra l’essere umano e il mondo naturale, riconosce i benefici psico-fisici personali che derivano da questa mistica connessione.

Il Corallo è indossato e utilizzato durante la Meditazione sul primo chakra, Mūlādhāra, per ritrovare un nuovo senso di Equilibrio Interiore e di Stabilità. La sua Essenza, che si colloca a cavallo tra il regno Vegetale, Animale e Minerale, racchiude in sé l’Energia Vitale dell’Oceano. Questo legame ancestrale con la Forza e la Meraviglia del mondo sommerso rende il Corallo un amuleto straordinario, unico nel suo genere, dalle potentissime ed ineguagliabili virtù protettive.

corallo: THE SHAPE OF YOU

Il Corallo ha una storia affascinante che risale a tempi antichissimi, quando era considerato soltanto un potente elemento apotropaico, utilizzato per protezione contro il Male. Tuttavia, fu solo a partire dal XVI secolo cominciò a essere apprezzato come ornamento artistico. Con l’inizio dell’Ottocento, il Corallo entrò a pieno titolo nel mondo della fine jewelry, soppiantando l’uso delle più classiche Perle. Seppur in Gioielleria si utilizzino prevalentemente le tonalità rosa, rosse ed arancioni, in realtà esistono Coralli bianchi, verdi, marroni, blu e perfino neri!

Ancora oggi, la lavorazione del Corallo rappresenta un settore di nicchia nell’arte orafa, fortemente radicato lungo le coste. Qui, tecniche e abilità artigianali uniche sono tramandate di generazione in generazione. I mastri corallari, capaci di trasformare il materiale grezzo in vere e proprie opere d’arte, sono sempre più rari, rendendo la loro arte preziosa, ma sempre più a rischio d’estinzione.

La modellatura e l’intaglio del Corallo non sono semplici processi meccanici. Queste competenze artigianali richiedono pazienza, abilità e una profonda conoscenza del materiale. Nulla è prodotto in serie e ogni estrazione e taglio sono specifici per ogni singola creazione. Dal tronco (cormo) dell’alberello si ricavano inserti per spille, medaglioni e bracciali, mentre dai sottili rami (talee) si creano principalmente anelli, cornetti, grani per rosari e orecchini pendenti, spesso con intricati motivi floreali. È importante apprezzare e tutelare questa espressione artistica, acquistando da creatori talentuosi e rivenditori consapevoli che sostengono queste competenze, figlie della tradizione orafa più pura. Ogni Corallo lavorato, ogni cammeo finemente scolpito, ogni elegante incastonatura, rappresenta l’unicità nella sua imperfezione, la maestria artigianale e la ricca storia che il mare racchiude.

corallo: quale scegliere?

Ecco le tipologie più riconosciute:

IL CORALLO PIÙ GETTONATO
Il Corallo Rosso, dall’arancio vivo al rosso acceso, trova terreno fertile in tutto il bacino del Mediterraneo. È il più ricercato e, nel nostro immaginario, rappresenta il Corallo per eccellenza. Dal Corallium Rubrum nasce una sotto-categoria denominata Corallo di Sciacca. Questo Corallo fossile diventa rosa salmone con frequenti venature marroni e gialle, a causa del passare del tempo e della sua conseguente ossidazione. Trattato più di un secolo fa nella cittadina siciliana da cui prende il nome, il Corallo di Sciacca oggi è una vera rarità e il suo valore collezionistico è molto alto!

IL CORALLO PIÙ MISTERIOSO:
Il Corallo Aka, chiamato anche Moro o Sangue di Bue (Oxblood) è un Corallo Giapponese dalle profonde tonalità, dal rosso deciso al mogano. Il Corallium Japonicum ha un aspetto scuro ed enigmatico, spesso abbinato all’Oro Giallo. Non è molto diffuso in gioielleria, perché non è per niente facile lavorarlo!  

IL CORALLO PIÙ COSTOSO:
Il Corallo Pelle d’Angelo (Peau d’Ange) proviene dall’Oceano Pacifico e presenta una nuance molto delicata, da una tonalità carne, al rosa, al pesca chiaro, con un cormo centrale rigorosamente bianco. Il Corallium Secundum, chiamato “Bokè” (“sciocco, insignificante” in Giapponese Antico, perché  ai tempi molto diffuso) in realtà è preziosissimo e il suo valore di mercato è vertiginoso! Attenzione a non scambiarlo per il Corallo Misu, specie simile ed altrettanto elegante, ma meno costosa!

IL CORALLO PIÙ VARIOPINTO:
Il Corallo Momo (detto anche Cerasuolo o Satsuma) è tipico delle Filippine e del Giappone e ha un colore variabile: spesso nello stesso alberello si trova una gamma decrescente dal rosso al bianco. Il tratto distintivo del Corallium Elatius è una costante venatura incolore che, dalla base accompagna tutti i suoi rami. Per questa qualità si conferma il Corallo perfetto per l’incisione perché, senza l’uso di altri materiali o trattamenti, si riesce ad esaltare il suo spettro multicolor su più livelli, solo scolpendolo!

IL CORALLO PIÙ BRILLANTE:
Il Corallo Deep Sea (o Hawaiano), come ci suggerisce il nome, è una specie marina che troviamo anche ad oltre 2000m di profondità! Le sue origini sono tropicali ed ha un aspetto vitreo molto accattivante. A causa delle correnti e della sua formazione è molto comune che presenti delle imperfezioni nel colore e diverse spaccature sulla superficie. Questi vizi uniti alla sua naturale brillantezza lo coronano come uno dei Coralli più apprezzati in tutto il mondo.

IL CORALLO PIÙ AUTOCTONO:
Il Corallo Rosa di Midway proviene dall’omonimo atollo situato nel Pacifico, a ovest delle Isole Hawaii. Spesso ha un aspetto chiazzato, con una base molto chiara e dei tenui pois rosa e rossi. Il suo candore dà spazio ad un’oreficeria ed oggettistica davvero molto raffinata. Si pensa che sia stata la stessa Barriera Corallina dove viene pescato ad aver biologicamente formato e sostenuto la struttura calcarea delle scogliere e delle Isole del Midway dopo una precedente eruzione vulcanica! 

Infine, ciò che conferisce maggior pregio ad una creazione in Corallo non è soltanto la sua provenienza, classificazione o quotazione al grammo, bensì le qualità intrinseche del campione esaminato unite ad una precisa lavorazione del Gioiello. Una spiccata brillantezza e un’omogeneità del colore sono caratteristiche rare che, se impreziosite a regola d’arte, possono trovar posto nella Gioielleria di Lusso, proprio accanto ai Diamanti!

per preservare un corallo

Le Barriere Coralline sono in pericolo.
L’aumento delle temperature e dell’acidità degli oceani sta minacciando seriamente questi scrigni di biodiversità e bellezza. Si stima che nei prossimi 20 anni l’80% di questi ecosistemi vitali potrebbe scomparire, con conseguenze devastanti per la fauna marina, l’economia costiera e il nostro pianeta.
Nei prossimi 20 anni l’80% dei Coralli non avrà più un habitat adatto dove vivere e riprodursi. Entro la fine del secolo potremmo non essere più in grado di godere di questi ecosistemi sani, poiché la loro capacità di rigenerarsi sarà superata dalla velocità con cui si disgregheranno.

Il primo segnale di allarme è il cambiamento del colore dei Coralli. La simbiosi nutritiva che gli Anthozoa creano con le alghe adiacenti viene spezzata dal surriscaldamento e dalla variazioni nella salinità dell’acqua, causando il fenomeno dello Sbiancamento dei Coralli (Coral Bleaching). Il Corallo privato delle sue condizioni ottimali diventa completamente bianco e, se non ristorato, si indebolirà progressivamente.

Numerose iniziative di Coral Gardening e Coral Restoration, tecniche di ripopolamento delle colonie Coralline, sono in atto per scongiurarne la scomparsa. Norme più rigide riguardanti la Pesca e il Turismo, unite alla nostra maggiore attenzione al Cambiamento Climatico, stanno cercando di salvaguardare sempre più l’Ambiente che ci circonda. Anche la Microbiologia sta studiando nuove metodologie per potenziare lo stato di salute di questi straordinari organismi marini.

Le Barriere Coralline, oltre a migliorare la vitalità delle Coste e a contribuire all’assorbimento dell’Anidride Carbonica, hanno un impatto economico di oltre 180 miliardi di dollari l’anno. Affidarci a Mastri-Corallari e Gioiellieri che rispettano le leggi è un nostro dovere per non aggravare lo sfruttamento commerciale. Un occhio esperto saprà indicarci campioni sostenibili e di alta qualità, evitando illeciti e falsi. Sul mercato sono presenti numerose “paste di corallo” (vendute anche dai grandi marchi a prezzi esorbitanti!) che non sono altro che sterili composti di resine, vetro e plastica, privi del fascino autentico del vero Corallo Naturale.

Come per ogni materiale naturale, anche per i Gioielli in Corallo è da evitarsi ogni contatto con prodotti acidi che possono provocarne la corrosione, soprattutto nell’ambito cosmetico. È possibile lucidare delicatamente i Coralli con un panno morbido imbevuto di qualche goccia di olio o di cera liquida. Tuttavia, affidarsi annualmente ad un Esperto per la loro manutenzione rimane la scelta migliore per conservare lo splendore ed il valore nel tempo dei nostri tesori da tramandare.

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