CORALLO


 

PEPPINO IMPASTATO - GIORNALISTA E ATTIVISTA "I miei occhi giacciono in fondo al mare nel cuore delle alghe e dei coralli"

Siete pronti per un tuffo dove l’acqua è più blu?

Oggi è il 15 Aprile e ci troviamo in una Terra di Mezzo: i bagordi Pasquali ci sembrano oramai lontani tanto quanto le agognate ferie estive, ma niente paura! “La Pietra del Mese” ci porterà al mare: faremo insieme uno snorkeling virtuale in questo affascinante mondo sommerso!

Nello specifico parleremo di Coralli: Pietre? Piante? Animali?

Beh, scopriamolo!

Come nasce un corallo?

Il Corallo è un piccolissimo organismo oceanico e marino, parte dei Celenterati e precisamente della classe “Anthozoa”. Polipetti grandi solo qualche millimetro, gli Antozoi sono animali acquatici che si sviluppano in vastissime colonie. Quasi tutti i Coralli, infatti, vivono in simbiosi con i loro simili, in una comune rete nervosa che ne permette la salvaguardia. Le colonie si presentano con uno scudo calcareo (principalmente di Carbonato di Calcio), composto da tante piccole e ravvicinate casette protettive che ogni Corallo, cosiddetto “costruttore”, si impegna a fabbricare. Ogni organico “mattoncino” fondendosi all’altro crea la tipica parvenza degli Antozoi (“animali – fiori”): la loro celeberrima forma ad alberello!

Tutti i Coralli che risiedono nello stesso alberello instaurano un rapporto di costante collaborazione tra loro e le vicine alghe, formando un mutualistico e perfetto ecosistema. Questa simbiosi consente un buon nutrimento, base per un continuo ricambio generazionale, e così l’espansione della colonia. 

Tra la costruzione di nuovi scudi calcarei e la colonizzazione dei precedenti rimasti vuoti, la stratificazione e l’allungamento dei “rami” danno vita alle coloratissime barriere coralline! Affascinanti zone sommerse d’altissima biodiversità! Non ci vivono infatti soltanto tantissime specie di spugne, coralli e alghe, ma anche tartarughe, cavallucci marini, molluschi, crostacei e tantissimi pesci!

Ciò che noi solitamente intendiamo con “Corallo Naturale” non è quindi né un animale, né una pietra, né una pianta, ma i residui della struttura architettonica che tantissimi polipi, durante la loro vita, hanno costruito per proteggersi!

dove trovarlo?

Esistono più di 6000 specie diverse di Coralli e la loro diffusione è molto vasta, perché le barriere coralline possono svilupparsi in tutto il mondo. Seppur le circostanze più favorevoli per la loro formazione siano una bassa profondità, necessitando molta luce solare, e una temperatura dai 14° ai 20°, sono state ritrovate reef anche ad oltre 2000m, con temperature al di sotto dei 4° e senza irraggiamento alcuno. Con un’attenta cura, un Corallo può vivere e riprodursi anche in un acquario!

La più grande estensione di Corallo, dichiarata Patrimonio dell’Unesco, si trova, non a caso, nella Great Barrier Reef, l’Australiana Grande Barriera Corallina che si estende per 2.300 km, comprendendo 2.900 reef e 900 isole. A seguire possiamo trovare meravigliosi scenari per l’immersione e lo snorkeling nelle Isole Fiji, alle Seychelles, alle Maldive, in Florida e in Indonesia. 

Da non sottovalutare, soprattutto per la grande presenza di Corallo Rosso, è il Mediterraneo. I ritrovamenti più proficui si rinvengono in luoghi riparati, come le infossature delle rocce scogliose che, se particolarmente fitte, prendono il nome di banchi. Troviamo numerosissimi banchi lungo tutta la penisola Italiana e particolarmente in Sicilia (Sciacca, Trapani), in Campania (Torre del Greco, Napoli), in Sardegna (“Riviera del Corallo”, La Maddalena), in Toscana (Isola d’Elba) e in Lazio (Santa Marinella), fino ad arrivare in Corsica, in Grecia, in Spagna, in Marocco, in Egitto, in Tunisia e in Algeria. Un ruolo chiave nella pesca del Corallo lo svolge sicuramente il Pacifico, offrendo materia prima di ottima qualità al Giappone.

Una volta trovato, attenzione a toccarlo però! Oltre ad essere fragili e urticanti, molte specie di Corallo sono protette dal CITES, convenzione di Washington che regolamenta il commercio globale della flora e della fauna in via d’estinzione! È assolutamente vietato, da turisti, prelevare del Corallo (in mare o sulla spiaggia) e portarlo a casa come souvenir. Gli aeroporti sono dotati di coral-detector e promettono sequestro del materiale e multe salatissime; per alcuni Stati, con un forte turismo naturale, si rischia addirittura il carcere! Da esperto del settore, invece, è obbligatoria una licenza da Corallari Subacquei per prelevarlo e una precisa documentazione di viaggio per le verifiche doganali.

È dunque totalmente consentito mettere in commercio ed acquistare alcune specie di Coralli (come, ad esempio, la Madrepora), gestendo in maniera sostenibile e responsabile le nostre risorse. Ciò che è vietato in Italia è la cosiddetta pesca a strascico sottocosta: il raschiamento totale dei fondali marini mediante lo “strascico” di grandi reti trainate da una o più barche. Questo metodo di pesca è profondamente distruttivo per la struttura biologica costiera perché sradica, desertifica e devitalizza interi ecosistemi che, nel migliore dei casi, solo dopo lunghissimi periodi saranno in grado di ristabilirsi. Un corallo spezzato oggi, distrugge la possibilità di banchi e pesche future domani.

leggenda o realtÀ?

Il Corallo (dal greco “koraillon”: “scheletro duro” o dall’arabo “goral”, oracolo) fonda le sue origini popolari nel mito di Perseo. Nella leggenda della decapitazione di Medusa, si narra che il suo sangue sgorgato in mare pietrificò e colorò di rosso tutte le alghe presenti, dando origine ai Coralli che oggi conosciamo. Ovidio unisce il Racconto alla Realtà unendo i poteri della Gòrgone, capace di pietrificare ogni persona che incrociasse il suo sguardo, all’effettivo indurimento che il Corallo, dapprima vivo, delicato e flessibile, ha a contatto con l’aria.

Seppur non si sapeva cosa fosse, l’impiego di questo misterioso materiale è infatti molto antico, già nel Neolitico e in Egitto veniva usato per impreziosire i luoghi di sepoltura dei propri cari. In epoca Greca e Romana si misero, invece, in risalto le sue proprietà medicamentose, impiegando la polvere di Corallo come panacea di tutti i mali. Per la simbologia Cristiana era associato al Sangue di Cristo, come il vino, infatti non è raro trovarlo incastonato o dipinto nelle reliquie e nelle pitture sacre. Ai giorni nostri viene visto come un simbolo propiziatorio, strettamente collegato al cornetto porta-fortuna, da regalare ai nuovi nascituri o, per i più tradizionalisti, da appendere nell’uscio della propria casa per tener lontano il maligno.

Lo studio e la corretta classificazione dei Coralli nel Regno Animale (e non più Vegetale o Minerale) sono da attribuirsi per primo alle lungimiranti intuizioni di Filippo Finella, un alchimista e chiromante napoletano della fine del ‘500, che poneva il “de sale corallum” tra i farmaci d’origine animale. Su quest’onda, nel ‘700, i fratelli Peyssonel condussero attente ricerche scientifiche sui polipi, stilando interessanti trattati naturalistici. Solo nel 1864 però, grazie alla pubblicazione del volume “Histoire naturelle du corail”, dello zoologo francese Lacaze-Duthiers, si iniziò a parlare di Celenterati!

crystal teraphy

Il Corallo, così come l’Ambra, è una sostanza amorfa: una materia di originale naturale che non presenta una struttura cristallina definita. La composizione è variabile, così come la disposizione delle sue molecole. Di fatto il Corallo non è un Cristallo. 

Eccezione alla regola è il Corallo Fossile: un Corallo Agatizzato creato dalla sedimentazione dei residui dell’organismo che, a contatto con l’acqua e i suoi minerali, cambia la sua struttura cellulare. Questo processo, chiamato permineralizzazione, in determinate condizioni chimico-fisiche racchiude e trasforma l’antico Corallo in un nuovo Quarzo Fossile.

Seppur non si stia parlando di una Pietra, il principio della Cristalloterapia si basa sul rapporto profondo dell’Essere Umano con la Natura e le sue risorse, attestando il benessere psico-fisico che questa relazione produce. Il Corallo infatti viene indossato e utilizzato nella Meditazione, soprattutto in Asia e in Africa, per armonizzare il primo chakra (Mūlādhāra) e per donarci un nuovo Equilibrio. La sua essenza a cavallo tra il Regno Vegetale, Animale e Minerale gli dona un posto d’onore nella Cristalloterapia come Amuleto dalle potentissime virtù protettive. 

THE SHAPE OF YOU

L’uso del Corallo ha origini antichissime come elemento apotropaico, ma come ornamento prettamente artistico si stima sia stato apprezzato a partire dal ‘500 ed entrato a pieno titolo nella fine jewelry soltanto agli inizi del ’800, preferendo per lungo tempo le Perle. 

Ancora oggi è ritenuto un settore orafo di nicchia, preservando la sua economia e diffusione lungo le coste. Gli artigiani capaci di lavorare manualmente il Corallo si confermano delle mosche bianche in possesso di tecniche ed abilità che, se non richieste e tramandate, sembrano destinate a scomparire. La lavorazione non-rudimentale del Corallo è davvero un’arte di fino che, dall’elemento grezzo, ci porta ad ammirare vere meraviglie d’intarsio e d’incastonatura. Dal tronco (“cormo”) dell’alberello si riescono a ricavare inserti per spille, medaglioni e bracciali; dai sottili rami (“talee”), invece, si creano principalmente anelli, cornetti, grani per rosari o orecchini pendenti, spesso con motivi floreali. 

È bene ricordare che ogni Corallo è un pezzo unico e la sua unicità sta proprio nell’imperfezione della sua formazione naturale. In base al suo habitat si hanno un profilo, una lucentezza e un colore diverso, con conseguenti peculiari applicazioni. Seppur in Gioielleria si utilizzino prevalentemente le tonalità rosa, rosse ed arancioni, in realtà esistono Coralli bianchi, verdi, marroni, blu e perfino neri! 

quale scegliere?

Le tipologie più vendute sono:

IL PIÙ GETTONATO
Il Corallo Rosso, dall’arancio vivo al rosso acceso, trova terreno fertile in tutto il bacino del Mediterraneo. È il più ricercato e, nel nostro immaginario, rappresenta il Corallo per eccellenza. Dal Corallium Rubrum nasce una sotto-categoria denominata Corallo di Sciacca. Questo Corallo fossile schiarisce le sue tonalità, diventando rosa salmone con frequenti venature marroni e gialle, a causa del passare del tempo e della sua conseguente ossidazione. Trattato più di un secolo fa nella cittadina siciliana da cui prende il nome, il Corallo di Sciacca oggi è una vera rarità e il suo valore collezionistico è molto alto!

IL PIÙ MISTERIOSO:
Il Corallo Aka, chiamato anche Moro o Sangue di Bue (Oxblood) è un Corallo Giapponese dalle profonde tonalità, dal rosso deciso al mogano. Il Corallium Japonicum ha un aspetto scuro ed enigmatico, spesso abbinato all’Oro Giallo. Non è molto diffuso in gioielleria, perché non è per niente facile lavorarlo!  

IL PIÙ COSTOSO:
Il Corallo Pelle d’Angelo (Peau d’Ange) proviene dall’Oceano Pacifico e presenta una nuance molto delicata, da una tonalità carne, al  canonico rosa, al pesca chiaro, con un cormo centrale rigorosamente bianco. Il Corallium Secundum, chiamato “Bokè” (“sciocco, insignificante” in Giapponese Antico, perché  ai tempi molto diffuso) in realtà è  preziosissimo e il suo valore di mercato è vertiginoso! Attenzione a non scambiarlo per il Corallo Misu, specie simile ed altrettanto elegante, ma meno costosa!

IL PIÙ VARIOPINTO:
Il Corallo Momo (detto anche Cerasuolo o Satsuma) è tipico delle Filippine e del Giappone e ha un colore variabile: spesso nello stesso alberello si trova una gamma decrescente dal rosso al bianco. Il tratto distintivo del Corallium Elatius è una costante venatura incolore che, dalla base accompagna tutti i suoi rami. Per questa qualità si conferma il Corallo perfetto per l’incisione perché, senza l’uso di altri materiali o trattamenti, si riesce ad esaltare il suo spettro cromatico su più livelli.

IL PIÙ BRILLANTE:
Il Corallo Deep Sea (o Hawaiano), come ci suggerisce il nome, è una specie marina che troviamo anche ad oltre 2000m di profondità! Le sue origini sono tropicali ed ha un aspetto vitreo molto accattivante. A causa delle correnti e della sua formazione è molto comune che presenti delle imperfezioni nel colore e diverse spaccature sulla superficie. Questi vizi uniti alla  sua naturale brillantezza lo coronano come uno dei Coralli più apprezzati in tutto il mondo.

IL PIÙ AUTOCTONO:
Il Corallo Rosa di Midway proviene dall’omonimo atollo situato nel Pacifico, a ovest delle Isole Hawaii. Spesso ha un aspetto chiazzato, con una base molto chiara e dei tenui pois rosa e rossi. Il suo candore dà spazio ad un’oreficeria ed oggettistica davvero molto raffinata. Si pensa che sia stata la stessa Barriera Corallina dove viene pescato ad aver biologicamente formato e sostenuto la struttura calcarea delle scogliere e delle Isole del Midway dopo una precedente eruzione vulcanica! 

Infine, ciò che dà maggior pregio ad una creazione in Corallo non è (sol)tanto la sua provenienza, classificazione o quotazione al grammo, bensì le qualità del campione esaminato unite ad una precisa lavorazione artigianale del Gioiello. Una spiccata brillantezza e un’omogeneità del colore sono caratteristiche rare che, se impreziosite a regola d’arte, possono trovar posto nella Gioielleria di Lusso, accanto ai Diamanti.

per preservare un corallo

L’aumento delle temperature e dell’acidità degli oceani sono due delle principali cause del danneggiamento delle Barriere Coralline. Si stima che nei prossimi 20 anni il 70-90% dei Coralli non avrà più un habitat adatto dove vivere e riprodursi. Entro la fine di questo secolo non saremo più in grado di godere di questi ecosistemi sani perché la loro capacità di rigenerarsi verrà sorpassata dalla velocità con cui si disgregheranno. 

Un primo allarme viene dato dal cambiamento del colore dei Coralli. La simbiosi nutritiva che gli Antozoi creano con le alghe adiacenti viene spezzata dal riscaldamento e dalla variazioni nella salinità dell’acqua causando il cosiddetto Sbiancamento dei Coralli (Coral Bleaching). Il Corallo non più nelle sue condizioni ottimali diventa totalmente bianco e, se non ristorato, si indebolirà sempre più.

Tantissime iniziative di Coral Gardening e Coral Restoration, (tecniche di ripopolamento dei fondali e delle colonie Coralline) si stanno attivando per scongiurarne la scomparsa. Norme più rigide riguardo la Pesca e il Turismo insieme alla nostra maggiore attenzione al Cambiamento Climatico, stanno cercando di salvare sempre più l’Ambiente che ci circonda. Anche la Microbiologia sta studiando nuove metodologie per potenziare lo stato di salute di questi sorprendenti organismi marini.

Le Barriere Coralline oltre ad offrirci una maggiore vitalità delle nostre Coste e un miglioramento dell’aria con l’assorbimento dell’Anidride Carbonica, hanno un impatto economico di più di 180 miliardi l’anno. Affidarci a Mastri-Corallari e Gioiellieri che si impegnano nel rispetto delle leggi è un nostro dovere per non aggravare lo sfruttamento commerciale. Un occhio esperto saprà indicarci campioni sostenibili e di qualità, non facendoci incorrere in illeciti o falsi! Sono infatti in commercio tantissime “paste di corallo” (vendute anche dai grandi marchi per prezzi esorbitanti!) che non sono nient’altro che sterili composti di resine, vetro e plastica con un fascino completamente diverso. 

Come per ogni materiale naturale, anche per i Gioielli in Corallo è da evitarsi ogni contatto con prodotti acidi che possono provocarne la corrosione, soprattutto nell’ambito cosmetico. È possibile lucidare delicatamente i Coralli con un panno morbido imbevuto con qualche goccia di olio o di cera liquida. Affidarsi annualmente ad un esperto per la sua manutenzione però rimane la scelta migliore per riportare il Corallo al suo originale splendore. 

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