GRANATO


 

Alessandro Manzoni, i promessi sposi “Intorno al collo aveva un vezzo di granati alternati con bottoni d’oro a filigrana”

Dalla manzoniana descrizione di Lucia Mondella, ornata da una vermiglia collana, ci addentriamo ne “La Pietra del Mese” di Giugno per scoprire tutti i segreti dell’ “Uno, Nessuno e Centomila” del settore mineralogico: il Granato!

Benvenuti!

Come nasce un granato?

Quando si parla di “Granato” spesso si tende a pensare ad una precisa pietra dalle tonalità scarlatte e dalla lucentezza vitrea. Quest’idea è giusta solo in parte, perché si limita ad un’unica combinazione di nesosilicato. Il Granato infatti rappresenta un (super)gruppo di Minerali che pur condividendo lo stesso sistema di simmetria dei cristalli, la stessa formula generale e la stessa origine, viene suddiviso in tante pietre affini (isomorfe) ma con una composizione chimica diversa.

Queste miscele danno origine ad una vastissima varietà di Granati dalle mille qualità. È infatti possibile trovare dei Granati rossi, arancioni, gialli, verdi, blu, viola, marroni, neri e perfino cangianti!

dove trovarlo?

I Granati, proprio per le loro molteplici varietà, vengono estratti in tutto il mondo. L’esportazione di maggior pregio ci arriva però dall’India, dal Kenya, dallo Sri Lanka, dalla Tanzania e dal Madagascar.

Sono risultati magmatici costituiti da due metalli, uno bivalente (come il calcio, il manganese o il magnesio) e l’altro trivalente (come il cromo, lo zirconio, il titanio o il vanadio) presenti nelle rocce eruttive e metamorfiche.
Vengono rinvenuti come duri cristalli romboedrici oppure come piccole masse compatte e colorate.

Se da grezzi i Granati non sono particolarmente appariscenti, una volta lucidati danno vita a conturbanti gemme dalla bellezza invidiabile. È possibile riprodurli sinteticamente in laboratorio o addirittura falsificarli utilizzando vetri e ossidi per avvicinarsi al colore e alla lucentezza d’una Pietra Naturale. Un occhio esperto però non si farà imbambolare! 😉

leggenda o realtÀ?

Il termine “granato” (dal latino “granatus”) si pensa possa derivare da “melagrana” (“mela granatum”), succoso frutto con semi della forma e colore simili ai cristalli di Granato. Tutt’oggi con l’aggettivo “granata” ci si riferisce a qualcosa dai molteplici grani o dalla vivace tinta vermiglia.

I Granati, soprattutto nelle loro varianti scarlatte, sono da sempre associati alla Gloria. Correlati al Sangue e all’Audacia fin dal Medioevo, si credeva che potessero risanare il nostro Valore allontanandoci dalle ferite profonde. Non è raro infatti trovare questa “Pietra degli Eroi” incastonata negli scudi e nelle armature dei guerrieri, sugli elmi e nei Gioielli dei Vichinghi o sulle tombe dei caduti in battaglia.

crystal teraphy

Il forte Fascino che emana il Granato in tutte le sue varietà, gli fa guadagnare un posto d’onore in Cristalloterapia per quanto riguarda la sfera della Sessualità. Fonte di Creatività, Coraggio e Trasformazione ci dà l’intrepidezza necessaria per distaccarci da ogni tipo di tabù o pensiero negativo.

Associato al Primo Chakra (“Muladhara”, Radice) il Granato favorisce la nostra Crescita Interiore, perseverando nei nostri obiettivi, liberandoci dei limiti. Il suo Elemento principale è il Fuoco ed è consigliato per i nati sotto il segno del Capricorno e dell’Acquario.

Costantemente indossato, ci porta in una nuova visione di Noi, piena di Trasgressione e priva di qualsivoglia insicurezza.

THE SHAPE OF YOU

I Granati, in base alla loro purezza, vengono usati o come Pietre Preziose o come Abrasivi.

I campioni meno notevoli vengono trasformati in Granati Abrasivi: sostanze dalla bassa fragilità e dall’elevata durezza che diventano polvere granulosa per carte smeriglianti.

Nel settore Orafo, pur non rappresentando una Pietra dal grande valore economico, è tra le più richieste per la sua somiglianza al Rubino, nella variante rossa, e allo Smeraldo, nella sua variante verde.

Granati limpidi e con una colorazione omogenea vengono sapientemente sfaccettati, lucidati e incastonati in Anelli, Pendenti e Orecchini dal caratteristico sapore vintage. I Granati (talvolta detti “Granatina”) abbinati all’Oro Giallo, rappresentano un’alternativa distintiva per Fedi e Parure di grandissima attrattiva!

quale scegliere?

Le tipologie di Granato (che ricordiamo essere il nome dell’intero gruppo e non di un singolo Minerale) si distinguono tra loro in base alla loro composizione chimica. Guardiamo insieme le più note:

Alluminio + Ferro:
ALMANDINO
L’Almandino è il Granato per antonomasia. Il più utilizzato, il più pesante e presenta la leggendaria tinta d’un corposo vino rosso. Il suo nome deriva da un’antica città dell’ovest dell’Asia Minore, dove la sua presenza era abbondante. Oggi si rinviene nelle rocce eruttive, effusive e metamorfiche in India, in Africa e con sprazzi anche qui in Italia. Seppur molto comune, gli esemplari totalmente puri sono rarissimi!

Alluminio + Magnesio
PIROPO
Anch’esso di colore rosso, ma più tendente al vinaccia, il Piropo è tra i Granati più apprezzati per la sua limpidezza. Le sue nomenclature commerciali come “Rubino di Boemia”, “Granato di Fashoda” o “Rubino del Capo”, in base alla sua provenienza, lo rendono appetibile in molte parti del mondo. La sua estrazione infatti è molto vasta, si può trovare in Messico come in Africa, come in Polonia e Germania. Si rinviene in granuli tondeggianti nelle rocce ultrafemiche o nei camini verticali dei vulcani!

Alluminio + Magnesio + Ferro
RODOLITE
Dalle tonalità più vicine al lampone, la Rodolite è la pietra più desiderata in Gioielleria! La sua denominazione deriva dal ricordo di un rododendro di montagna, dello stesso colore, del suo scopritore. Definita “la Regina dei Granati” per la sua bellezza e la sua particolarissima gradazione di colore, la Rodolite naturale non viene mai sottoposta a trattamenti, ma solo sfaccettata e lucidata. Maggiore è la sua purezza (eye-clean), maggiore è il suo valore.

Calcio + Ferro:
ANDRADITE
L’Andradite (o Granato Ferrino) generalmente dalle metalliche nuance tra il rosso cupo e il marrone, si classifica in ulteriori variopinte sottovarietà come la Topazolite (se più gialla), la Demantoide (se più verde) o la Melanite (se più nera). Sono tutte tipologie impiegate nell’Ambito Orafo artigianale ed industriale, nella creazioni di cabochon o gemme sfaccettate. Sono rinvenute spesso nelle rocce eruttive in Germania, tra i tufi o tra i lapilli del Vesuvio!

Alluminio + Manganese
SPESSARTITE
La Spessartite, dalle tinte arancioni, è la più apprezzata in Cristalloterapia per la sua apparente azione antidepressiva. Con il suo piglio allegro è facile notarla e rinvenirla in grossi ottaedri e dodecaedri cristallini nelle rocce metamorfiche. Assieme alla Demantoide, ha il più alto indice di rifrazione dopo il Diamante e lo Zircone, creando sulla sua superficie un meraviglioso effetto arcobaleno. Riconosciuta nello Spessart, in Baviera, da cui deriva il suo nome, è possibile estrarla principalmente in Namibia e in Nigeria, ma anche negli Stati Uniti, in Australia, nello Sri Lanka, in Tanzania e perfino in Italia, all’Isola d’Elba!

Alluminio + Calcio:
GROSSULARIA
La Grossularia, Granato che va dal giallo al verde pallido, si trova principalmente nelle rocce calcaree, spesso negli Urali. Non è classificata come una pietra di gran pregio, ma le sue sfumature (date dalle inclusioni) possono rappresentare l’eccezione che conferma la regola, soprattutto per le sue sottovarietà. Le più note sono l’Hessonite, più fragile e di color miele, e la Tsavorite, di classificazione molto recente, dal caratteristico verde smeraldo. Le sue proprietà fisiche la rendono per certi versi anche più performante di uno Smeraldo in termini di resistenza e lavorabilità.

Calcio + Cromo
UVAROVITE
Dal verde acceso al verde scuro, l’Uvarovite (dedicata al ministro russo Sergei Semenovitch Uvarov) è il più raro tra i Granati. Gli esemplari più puri provengono dalla Finlandia e dalla Norvegia, e sono ricchissimi di Cromo. Non è quasi mai sottoposta ad un taglio gemma, ma conservata nella sua drusa naturale: l’aggregazione di piccoli cristalli cubici presenti su un lato della roccia. Amata per il suo finish brillante, l’Uvarovite è protagoniste delle più importanti Collezione Gemmologiche.

 

È possibile che queste Pietre si miscelino tra loro, alterando gli equilibri, dando vita ad un’ulteriore gamma di Granati, con peculiari caratteristiche, usi ed estrazioni. Le varietà riconosciute al momento sono una quarantina. Le gradazioni di colore rinvenute? Infinite!

per preservare un granato

I Gioielli contenenti Granati, soprattutto se d’Argento, non vanno sottoposti ad alte temperature o agenti acidi perché se la Pietra può non risentirne, la montatura metallica potrebbe accelerare il suo processo di ossidazione.

Allo stesso modo sono da evitarsi shock termici, componenti aggressive e urti per preservare al meglio ogni tipo di Granato, prediligendo la lucidatura mensile con un panno morbido. È difatti sconsigliata la pulizia ad ultrasuoni e a vapore.

Per ricaricare un Granato si consiglia di portarlo a contatto con gli Elementi della Natura. Utilizzarlo giornalmente lo arricchisce delle nostre Avventure e ci regala tutta la sua Influenza. 

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