LABRADORITE


 

EUGENIO DA VENEZIA “Luce iridescente, grigiore madreperlato, visione fra sogno e realtà”

Lasciamoci condurre dall’intro di Eugenio da Venezia, pittore post-impressionista del ‘900, al cospetto di un eccentrico capolavoro di un’Artista d’eccezione: Madre Natura.



Io sono Lucia, questa è “La Pietra del Mese” e oggi parleremo proprio di Lei, la Labradorite! Benvenuti!

Come nasce una labradorite?

La Labradorite è un silicato, cioè un minerale solido presente in Natura formato da Silicio e Ossigeno, combinato, in questo caso, con Sodio, Alluminio e una percentuale abbondante di Calcio. Questa miscela viene definita plagioclasica e può nascere dalla solidificazione del magma (roccia ignea) o da una (ri)trasformazione mineralogica interna (roccia metamorfica).
Formandosi in diversi modi, temperature e strati la Labradorite è davvero molto frequente nella crosta terrestre, ma anche nelle Alte Terre (le zone chiare) delle Luna! 

dove trovarla?

Le maggiori estrazioni si concentrano nella penisola Canadese del Labrador (dove è stata scoperta e a cui deve il nome), in Madagascar e in Svezia, Norvegia e Finlandia. Proprio nella Penisola Scandinava si può trovare una varietà molto ricercata di Labradorite: la Spectrolite, che si differenzia per un manto più scuro e un effetto di Labradorescenza che vanta tutto lo spettro (“Spectrum” appunto) dei colori dell’Arcobaleno, arrivando ad avere riflessi arancioni e rossi! Oltre ad essere parte del suolo Lunare, è spesso ritrovata anche nelle meteoriti!

leggenda o realtÀ?

Grazie al suo iridescente effetto ottico di rifrazione (che oggi sappiamo dovuto alla struttura a lamelle e strati all’interno della pietra), la Labradorite è da sempre vista come un dono mistico, pregno di fascino. Molto presente nella mitologia Celtica, si vedono collegate le sue potenzialità spirituali ad Arianrhod e Cerridwen, rispettivamente la Dea della Morte e della Vita degli Uomini e la Sacra Incantatrice dell’Ispirazione e della Conoscenza – e i suoi ascetici colori congiunti alle suggestive Luci del Nord. Una Leggenda Eschimese narra che un forte guerriero Inuit, proprio lungo le coste del Labrador, liberò l’Aurora Boreale ghiacciata nella roccia, che in parte vagò nell’atmosfera e in parte restò incastrata nella pietra fino ai giorni nostri. Il mito romano, invece, vede la Labradorite connessa agli Occhi di Giunone, Dea simbolicamente associata alla Luna e al Pavone, che nella sua ruota variopinta ricorda i decisi lampi colorati dei suoi cristalli.

crystal teraphy

Nell’ambito olistico la Labradorite è solo di recente scoperta, sempre tributata più per la sua sciamanica apparenza, che per le sue proprietà terapeutiche. Col tempo le si è riconosciuto, in base alle vibrazioni dei suoi riflessi, un collegamento con il terzo (“Plesso Solare”), il sesto (“Terzo Occhio”) e il settimo (“Corona”) chakra e una forte capacità di purificazione della propria Aura. Portata a stretto contatto pare risvegli la propria Immaginazione e Creatività, ravvivandoci con nuove idee e riconfermate consapevolezze. È perciò molto consigliata a chi ha bisogno, fin da subito, di cambiare il proprio punto di vista.

THE SHAPE OF YOU

La Labradorite si presenta in Natura in frastagliati blocchi geometrici che, se lucidati, rappresentano già la forgia perfetta per un soprammobile, catalizzatore di chimere, per i nostri laboratori creativi. Se lavorata nell’ambito orafo, il taglio più usato è certamente il Cabochon (da un lato curvo e dall’altro piatto) adatto per gioielli e cammei di classe, senza penalizzare con un’eventuale sfaccettature fuori posto la sua spontanea Labradorescenza. Nel settore industriale è scelto come materiale “marmoreo” per piani e rivestimenti scuri dai cangianti riflessi, mentre nell’artigianato per pietre burattate e piccole sculture. Seppur molto utilizzato, non è tra i minerali consigliati per chi è alla prime armi con l’intaglio, gli intarsi e la levigatura, perché è alto il rischio di non riuscire a valorizzarla come più si vorrebbe, andando a rovinarne le peculiarità. In passato, in Inghilterra, si racconta fosse usata, come pregio sulle missive, a sostituire la lettera “L” (iniziale del suo nome) per frasi propiziatorie, come “good Luck”, sulle lettere e sui regali di chi più ci stava a cuore.

per preservare una labradorite

Se dal lato spirituale la Labradorite si ritiene sia una pietra fragile e delicata che, una volta esaurito il suo potenziale energetico, si consiglia di liberare in mare; dal lato chimico è un feldspato resiliente, molto resistente e che non necessita di particolari cure, pur indossata quotidianamente. È sconsigliata, come per la maggior parte delle Pietre, la pulizia col sale e un’esposizione diretta a forti fonti di luce e calore che, a lungo andare, potrebbero mutarne l’aspetto. In linea di massima si può affermare che non risenta del passare del tempo… e da una pietra che ha fatto del Cambiamento il suo punto di forza, non ci si poteva aspettare altrimenti!