MALACHITE


 

mogol - 1969 “Non piangere, salame, dai capelli verde rame”

Dall’iconica distrazione del paroliere Giulio Mogol portata al successo da Lucio Battisti (e dalla Formula 3) con “Eppur Mi Son Scordato di Te”, ci addentriamo nel Mondo dei Minerali per scoprire il fondo di verità di questo celebre verso.
Il rame è verde? Può diventarlo?

Oggi è San Faustino in un Febbraio particolarmente nevoso, io sono Lucia e questa è “La Pietra del Mese”. A ritmo di musica, approfondiamo insieme uno dei manti più caratteristici e distintivi della sfera Geologica: la Malachite.

Come nasce una malachite?

La Malachite è un carbonato basico di color verde intenso che nasce grazie alla reazione dei sali di rame all’anidride carbonica. Si genera nella parte superiore dei depositi di rame, in cavità e fratture a bassa profondità, dove si verifica un ambiente chimico sotterraneo più incline alla formazione di carbonati. Determinati agenti atmosferici rivestono il rame (rosso) di una patina d’ossidazione (verdazzurra) dando origine ad altri minerali di seconda formazione, come la Malachite, l’Azzurrite e una grande varietà di ossidi di ferro, spesso aggregati nella stessa massa. È infatti considerata una grande fortuna trovare la Malachite singolarmente, sotto forma di cristalli aghiformi distinti. La Malachite è uno dei pochi Minerali idiocromatici, cioè caratterizzato sempre dagli stessi colori, grazie alla sua formazione chimica. Il suo pattern regolare a zone circolari (spesso concentriche), tra il verde chiaro e il nero, le conferiscono un’attraente geometria naturale a cui non si può resistere!

dove trovarla?

Come accennato, è un Minerale secondario del rame, e viene infatti trovato nei suoi giacimenti. Le maggiori estrazioni si concentrano sugli Urali (Russia), in Africa (Repubblica Democratica del Congo e Zambia) e negli Stati Uniti (Arizona). In Italia possiamo trovare la Malachite in Toscana (Isola d’Elba), in Piemonte (Usseglio e Lemie) o in Sardegna (Domusnovas). La massa più celebre mai ritrovata fa parte della “Scuola delle Miniere di Leningrado”: una mastodontica estrazione del peso di 1500kg da cui si sono ricavati blocchi fino a 9m³ di volume!
La Malachite non è particolarmente rara, come non lo è il rame, perciò è un minerale a buon mercato. Bada bene però, soltanto come materiale grezzo! Una volta lavorato il suo valore cresce esponenzialmente! 

leggenda o realtÀ?

Dal greco Μολοχίτης (verde malva, associato al suo colore) la Malachite, come tutti gli ossidi minerali del rame, è il materiale più antico impiegato dall’Uomo. Abbiamo testimonianze di un primitivo artigianato in rame da almeno 10.000 anni, molto prima dell’impiego dell’Oro. Asce, coltelli, armi rudimentali, ma anche amuleti, talismani, pendenti e gioielli, tra il sacro e il profano, innumerevoli sono i ritrovamenti in tutte le Età dei Metalli (ndr. Età del rame, del bronzo, del ferro). La Malachite (o “Pietra del Paradiso”) da sempre correlata alla figura Femminile, non era solo utile materialmente, ma anche venerata per le sue doti terapeutiche e divinatorie al pari di una Dea (Iside per l’Egitto, Afrodite per i Greci e Freya per i Celti). Una delle leggende ad essa legate, la vede frantumarsi in mille pezzi al nostro avvicinarci ad un pericolo imminente! (O è solo la sua scarsa durezza sulla Scala Mohs?)

crystal teraphy

La Malachite, portatrice di Bellezza Interiore, è associata al Chakra del Cuore (“Anahata”), sede del Prana, di cui condivide i suoi colori. Per creare una sfera di Protezione e Benessere attorno a Noi si consiglia di portare questo Minerale a stretto contatto con sé, sfruttando il senso del Tatto, come ornamento personale o posizionandola in tutte le camere della nostra casa, creando dei piccoli angoli zen. Nella Meditazione è un simbolo altamente rigenerativo, associato alla Madre Terra, usato per ampliare la nostra sete di nuova Conoscenza abbandonando i vecchi rancori. Particolarmente adatta ai nati sotto il Segno della Bilancia, la Malachite si propone come uno Spirito Guida di Pace e Armonia nei vortici della nostra Esistenza.

THE SHAPE OF YOU

Friabile e colorata, la Malachite ha un ampio impiego come pigmento naturale. Nell’ambiente pittorico primeggia su altre tinte impadronendosi del nome di Verde Malachite (ma, nel tempo, viene identificata con molte altre nomenclature come verdeazzurro, verde ungherese, verde minerale, verde montano, verde d’Alemagna…) e vede il suo utilizzo tra i quadri più famosi della nostra epoca, come la “Madonna Sistina” di Raffaello oppure, in maniera più grezza, come antico cosmetico e colorante nelle tombe Egizie.

Gli stessi pregi però diventano un difetto nel settore orafo perché la sua scarsa durezza la rende facilissima da scheggiare. Proprio per la difficoltà ad essere maneggiata (e i conseguenti costi di lavorazione) rispetto alla grande richiesta, sono infatti nati molti falsi, costruiti di pongo, ceramica, plastica o cera; un occhio attento però più certamente riconoscerli!

Possono certamente notarne le differenze i Russi, principali esportatori di Malachite, ma anche rinomati ammiratori e artigiani di questa pietra. Del resto, la Cattedrale di Sant’Isacco di San Pietroburgo non sarebbe stata la stessa senza le sue imponenti colonne verdi, così come le residenze degli Zar e le migliaia di sculture e obelischi creati nel XVIII secolo, con l’avvento del “mosaico russo” e l’inizio della storia dei maestri scalpellini degli Urali.


Nei giorni nostri, oltre ad essere una pregiatissima pietra per gioielli (soprattutto nel taglio Cabochon), la ritroviamo anche nelle strisce di due importanti coppe calcistiche: la FIFA World Cup e la Supercoppa Italiana. 


La sua colorazione così vivace non lascia indifferente neanche il regno animale dove diverse specie prendono il suo nome, come la Farfalla Malachite (dalle grandi ali verdi), il Martin Pescatore Malachite o la Nettarinia Malachite (uccelli dal piumaggio verde) o lo Scarabeo Verde Malachite (coleottero dalla colorazione verde metallica).


Non c’è scampo: la Malachite è il must-have di ogni era e settore!

per preservare una malachite

Composta di Rame, la Malachite soffre molto il contatto con l’acqua e il sudore, perciò per preservarla necessita di una delicata pulizia costante nel tempo. Il suo colore e la sua lucentezza opaca non tendono a sbiadirsi, ma è molto comune rigare o rompere la Pietra, se non toccata e indossata con particolare attenzione. I suoi componenti, in quanto sali di rame, tendono ad essere tossici, ma questa criticità si presenta soltanto per gli addetti ai lavori, soggetti all’inalazione continua delle polveri. Seppur burattata, levigata o rivestita va comunque preservata da urti, abrasioni, strofinii con materiali più duri e/o shock termici, nonché indossata con criterio: per le sue doti fisiche, per le sue doti spirituali.

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