AVVENTURINA


 

Democrito “Tutto ciò che esiste nell'universo è frutto del caso e della necessità.”

Come ci anticipa Democrito, padre greco della Fisica con il suo “Atomismo”, caso e necessità si mescolano per formare tutto ciò che conosciamo. Lasciamoci accompagnare alla scoperta di un nuovo minerale, l’Avventurina: nata per caso, amata per scelta.



Oggi è il 15 Dicembre, c’è odore di cannella nell’aria, e questa è “La Pietra del Mese”!

Come nasce un'avventurina?

Col termine “Avventurina” (o “Venturina”) si identificano tre diversi materiali:
1) Una brillante composizione sintetica di vetro e rame, creata a Venezia nel 1620 circa, chiamata anche “Stellaria” o “Gold Stone”
2) Un Feldspato naturale dai riflessi rossi, che si trova nelle rocce eruttive o pegmatitiche (nate dalle varie fasi di solidificazione del magma), chiamato anche “Pietra del Sole”
3) Una varietà di Quarzo naturale che si forma in aggregati grezzi delle rocce magmatiche e nei scisti cristallini (cioè l’ordine preciso dei cristalli ottenuto dall’alta temperatura e pressione sull’argilla), chiamato anche “Smeraldo dei Poveri”

Ciò che accomuna tutti e tre è un effetto ottico spettacolare: l’Avventurescenza (o Avventurinamento) che, o naturalmente o artificialmente, in presenza di luce, dà origine a migliaia di bagliori metallici sulla superficie del materiale. La presenza interna di piccoli strati di diversi minerali ne determina la brillantezza e il colore. È possibile, perciò, trovare o creare Avventurine blu, grigie, gialle o marroni.

Quello di cui parleremo oggi però è il Quarzo Avventurina che grazie alle “miche”, naturali inclusioni lamellari, di Fuchsite, è prevalentemente verde, traslucido e con sorprendenti riflessi argentei. 

dove trovarla?

Nonostante il suo nome derivi dai termini Italiani “per ventura” e poi dal Francese “à l’aventure” (facendo riferimento al suo finish, dove la distribuzione di pagliuzze metalliche sembra sia distribuita senza un ordine preciso, quindi “a caso”), la maggiore estrazione del Quarzo Avventurina è situata in India, Russia e Cina, con sprazzi in Tanzania e in Cile. Per la sua struttura interna così variegata, l’Avventurina viene catalogata più come una Roccia che come un singolo Minerale.

leggenda o realtÀ?

Il Quarzo Avventurina è legato a doppio nodo al senso della Vista: il riuscire a guardare l’infinito, oltre ogni siepe che ci si para di fronte. Il Tibet ci offre una prova concreta di questa antica concezione: i penetranti occhi d’Avventurina Verde incastonati nelle sue statue, sintomo di protezione e lungimiranza sul Popolo.
I Nativi Americani, invece, pensavano desse la facoltà di guardare oltre ogni dimensione, portandoci al cospetto del nostro Spirito Guida. Questa Pietra è stata, per millenni, anche protagonista di rituali per la Fertilità e l’Abbondanza, cosparsa nei campi e nei giardini seguendo le Fasi Lunari e i periodi di Fioritura. Nei testi Alchemici si fa riferimento all’Avventurina, nominandola “Gramatite” o “Sandastro” e pare che, lo stesso Plinio, non ne rimase indifferente!

crystal teraphy

L’Avventurina è tutt’oggi definita “La Pietra della Fortuna” (o “La Pietra del Giocatore”) perché grazie alla Previdenza che pare infondere nei suoi possessori, riesce a portarci sempre un passo avanti al nostro Destino. Nella Cristalloterapia è collegata al Chakra del Cuore (“Anahata”) e posizionata a lungo sul petto è una calamita naturale di Felicità ed Ottimismo. Come tutti i Quarzi aiuta a liberarci dalle macchinazioni esterne, balsamo tra i nodi delle nostre Ansie e Paure. È molto consigliata nel Radicamento (dall’inglese “Grounding”, tecnica di meditazione, respirazione e riconnessione con la Terra) per riaccogliere in noi le giuste Vibrazioni. È infatti provato che l’Avventurina assorba lo smog elettromagnetico, schermandoci dalle piccole radiazioni quotidiane.

THE SHAPE OF YOU

Il Quarzo Avventurina, seppur ampiamente diffuso, è considerato una pietra di pregio e da collezione: abile a impreziosire ogni aspetto della nostra Vita. È acquistabile in granuli grezzi, in ciottoli burattati, montato su Gioielli (artigianali od orafi) o lavorato per diventare perle, sfere, sculture, intarsio o utensile. Rinvenuto nei primi strumenti in pietra, costruiti più di 2,5 milioni di anni fa, l’Avventurina è tra i materiali più duri, versatili e d’effetto del panorama Mineralogico. Lo stesso zar Nicola I, omaggiò il geologo Sir R.S. Murchison di un vaso in Avventurina naturale, dal verde molto intenso, adesso esposto per tutti al British Museum di Londra. Tutt’oggi messaggero di bellezza nelle nostre case (da posizionare a sud-est, secondo il Feng Shui), questo Minerale non è scomparso, ma si è trasformato da oggetto di culto a complice ornamentale e spirituale.

per preservare un'avventurina

Nell’approccio olistico, per la purificazione di un’Avventurina, si consiglia lo stretto contatto della Pietra con una pianta verde o con l’essenza dell’Incenso, per la sua connessione profonda con la Natura. Nell’ambito orafo, invece, è sconsigliata la pulizia ad ultrasuoni e a vapore, ed è preferibile lucidarla mensilmente con panni morbidi, facendo molta attenzione alla compatibilità tra le paste e i lucidanti usati con il metallo in cui è incastonata. Non essendo sottoposta a nessun trattamento di tinta, stabilizzazione o miglioramento, è una pietra che, se non danneggiata, non smette mai di brillare. Si legge tra le lucenti venature dell’Avventurina tutta la Resilienza di cui abbiamo bisogno.

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